TeacherDojo: il racconto del quinto (e ultimo) incontro

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Sabato 6 giugno è andato in scena l’ultimo incontro dedicato al progetto TeacherDojo. L’occasione è stata preziosissima: abbiamo avuto l’opportunità di approfondire assieme ai partecipanti i loro progetti e le loro idee che durante questo percorso hanno maturato e che vorranno nel tempo sviluppare. Ci siamo messi da parte lasciando il posto alle insegnanti presenti. Sono emerse riflessioni interessanti, ma anche confronti più tecnici per capire assieme come migliorare i progetti Scratch in fase di sviluppo.

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La funzione di questo incontro era quella di accogliere i contributi dei partecipanti per poterli analizzare assieme. Attenzione però, nessun clima da commissione d’esame, ma un vero e proprio confronto tra pari per comprendere, approfondire e migliorare le idee dei partecipanti. Lo avrete intuito dai racconti degli incontri precedenti, il TeacherDojo è un ambiente informale, così anche questi momenti di confronto sono generalmente caratterizzati da una certa dose di divertimento, con il desiderio di migliorarsi reciprocamente (e su quest’ultimo punto torneremo a breve).

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I contributi presentati erano diversi, sia per grado di sviluppo che per obiettivi prefissati. Ad esempio abbiamo vissuto assieme un vero e proprio momento di debugging collettivo. Grazie alle idee e al progetto in fase di sviluppo proposto da Rita, ci siamo confrontati su come risolvere alcune complicazioni di sviluppo del progetto presentato. È del tutto normale imbattersi in qualche grattacapo nella realizzazione di progetti con Scratch. Nel momento in cui abbiamo messo a punto una nostra strategia attraverso la composizione dei blocchi, non sempre otteniamo il risultato sperato.

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L’opportunità di confrontarsi con gli altri per comprendere dov’è il problema e come risolverlo è un arricchimento per tutti. Così ci siamo trovati attorno il progetto di Rita provando a far sparire un draghetto che, superato il primo livello del gioco, non intendeva mollare la scena e ripeteva i suoi movimenti anche nel secondo livello (quando invece avrebbe dovuto battere ritirata). All’apparenza può sembrare una questione del tutto superflua e priva di aspetti interessanti, ma è tutta una questione di prospettive.

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Mettetevi nei panni di chi prende parte a un TeacherDojo. Provare a confrontarsi con qualcosa del tutto (o quasi del tutto) nuovo implica impegno, testardaggine, voglia di mettersi in discussione; in sintesi: imparare. Non solo, al TeacherDojo si impara insieme (ed eccoci al punto anticipato poco sopra), ciò vuol dire condividere non solo i progressi ottenuti, ma anche e soprattutto gli errori. Possono emergere timori ed imbarazzi certo, ma è altrettanto vero che i vantaggi sono tanti, soprattutto se si è insegnante. Nel momento in cui ci confrontiamo congiuntamente su come riuscire a far interagire il draghetto nella struttura del gioco sviluppato con Scratch, stiamo costruendo assieme una teoria, la stiamo sperimentando, individuiamo le criticità, la rielaboriamo e l’attuiamo nuovamente. Dinamiche di apprendimento preziosissime per chi si confronta quotidianamente con la didattica in aula.

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Fare tutto questo da soli è possibile certo, ma decisamente più faticoso e soprattutto noioso. Tra i fotogrammi di questo TeacherDojo da conservare c’è quello che ritrae mentor e partecipanti che si divertono. Abbiamo imparato non trascurando il divertimento, il gioco, i momenti e le situazioni informali utili a costruire un clima positivo e soprattutto stimolante.

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Un momento prezioso è stato “il cibo per la mente”: una pausa a metà di ogni incontro, ognuno porta qualcosa da mangiare, ci si conosce e si scambiano idee. Per quest’ultimo incontro Virginia ha realizzato una splendida torta rustica con verdure, qui sopra presentata (e se siete interessati a conoscere la ricetta, Virginia ha realizzato un progetto Scratch dove vi illustra tutti i procedimenti). C’era anche un’ottima macedonia e tanti altri stuzzichini niente male. Abbiamo concluso la giornata confrontandoci singolarmente con i partecipanti presenti, per provare a capire come poter sviluppare i progetti, con l’invito a condividere e interagire con la comunità che è nata da questa esperienza.
Confidiamo nel fatto che questo TeacherDojo abbia fatto nascere qualche idea da far crescere nelle aule scolastiche. Chiudendo le porte della Piazza Telematica, che ha ospitato tutti gli incontri dell’iniziativa, ne usciamo tutti arricchiti. Abbiamo imparato cose nuove, raccolto idee da sviluppare, abbiamo conosciuto tantissime persone in gamba, è nata una piccola ma energica community di insegnanti impegnata a costruire nuovi percorsi per la didattica. Grazie teachers!

TeacherDojo: il racconto del secondo incontro

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Ed eccoci qui, a raccontarvi il secondo incontro del TeacherDojo andato in scena lo scorso sabato 18 aprile 2015 presso la Piazza Telematica dell’Università degli Studi Roma Tre. È stata una giornata ricca di attività, condita da un bel po’ di creatività e divertimento.

Abbiamo aperto le danze facendo il punto della situazione, ovvero una breve sintesi delle puntate precedenti: l’incontro inaugurale e l’unhangout andato in onda, meglio dire in rete, martedì 14 aprile. Subito dopo siamo passati a conoscere più da vicino le caratteristiche e la funzionalità del Design Journal. Si tratta di uno strumento essenziale per questo percorso, consente ad ogni insegnante di poter tracciare le attività svolte, di prendere nota sulle difficoltà riscontrate e sugli obiettivi raggiunti. Un modo, questo, per poter riflettere e annotare il proprio percorso e comprendere la direzione intrapresa, cosa migliorare e cosa valorizzare.

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Chiusa questa breve parentesi introduttiva ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo iniziato a partecipare alle attività proposte. Questo secondo incontro prevedeva come tema centrale l’interazione, un concetto per nulla banale se parliamo di pensiero computazionale. Abbiamo lanciato una sfida divertente agli insegnanti: mettersi in coppia e provare a risolvere dei puzzle, ovvero far funzionare dei piccoli progetti con Scratch. Tutti i progetti mostravano una caratteristica comune, quella dell’interazione. Ed allora ecco i partecipanti del TeacherDojo impegnarsi a sviluppare progetti con Scratch dove, ad esempio, uno sprite digitando il tasto A aumentava le sue dimensioni, premendo il tasto S si rimpiccioliva. Altri insegnanti erano alle prese con sprite salterini: sprite programmati per prendere a saltare dopo aver premuto la barra spaziatrice della tastiera. O ancora, progetti contenenti sprite molto gentili, tanto gentili da chiedere scusa se si scontravano l’uno con l’altro.

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Tali attività possono apparire banali, ma rappresentano un buon approccio alla comprensione dell’interazione. La risoluzione dei puzzle è risultata utile per capire la struttura logica, basata sulla composizione dei blocchi di Scratch. Ancor più interessante notare come ognuno ha messo in campo la propria strategia per risolvere i puzzle. Esistono differenti strade per raggiungere una meta comune, ognuno scopre il proprio sentiero e, se vuole, lo condivide con gli altri.

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Come vi abbiamo già raccontato nel post dedicato al primo incontro, il TeacherDojo è un’occasione non solo per comprendere nuovi approcci alla didattica, ma anche per fare gruppo, per conoscersi e scambiare idee. Un momento, molto gradito, è quello del “Cibo per la mente”. Ci si ricarica con piatti gustosissimi e si conoscono meglio le persone che partecipano e animano il TeacherDojo. Anche questa volta non ci siamo fatti mancare nulla (comprese delle mozzarelle buonissime!).

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La seconda parte di questo incontro ha visto tutti gli insegnanti presenti darsi da fare per comprendere un ulteriore aspetto dell’interazione, stavolta fornito da uno strumentino niente male, la Makey Makey. Fornite per il TeacherDojo dai diversi mentor che partecipano a questa esperienza e dal MakerSpace della biblioteca di Fabriano, queste piccole schede Arduino possono essere utilizzate per una miriade di attività didattiche. Perché? Una delle caratteristiche essenziali della Makey Makey è quella di far interagire materiali conduttivi con dispositivi digitali.

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I partecipanti al TeacherDojo allora hanno provato a far funzionare i loro progetti precedentemente sviluppati con Scratch attraverso mele, carote, carta stagnola, pongo, grafite e graffette.

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Il risultato è stato un gran divertimento e un bel po’ di sperimentazione. Assieme abbiamo provato ad individuare le possibili adozioni nelle didattica di uno strumento come la MakeyMakey e sono spuntate un bel po’ di idee.

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Ci siamo dati appuntamento al terzo incontor previsto per il 9 maggio. Abbiamo ancora molta strada da fare e moltissime cose da conoscere tutti assieme, insegnanti e mentor. Vi aspettiamo!