TeacherDojo: il racconto del quarto incontro

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Nella scatola dei ricordi della nostra infanzia ce n’è uno difficile da dimenticare. È quello che ci vede in sella ad una bicicletta e per la prima volta, mentre pedaliamo, troviamo quel baricentro che ci mantiene in equilibrio. Sarebbe ancor più bello provare a ricordare le nostre espressioni nel momento in cui un po’ traballanti riusciamo a macinare i primi metri in bicicletta. Sguardi intensi, concentratissimi, come quelli degli insegnanti e dei mentor impegnati in questi incontri del TeacherDojo e in particolare del quarto incontro che qui, a seguire, vi raccontiamo.

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Che cosa abbiamo fatto? Abbiamo iniziato a intravedere i primi esiti di questa esperienza. Certo, ci direte, è piuttosto semplice dire che giunti alla penultima tappa di questo percorso i partecipanti abbiano imparato ad utilizzare gli strumenti e le dinamiche proposte. Ma non è così, o meglio, quello che vi stiamo raccontando non è il risultato di competenze tecniche acquisite. C’è anche quello, ma come ci siamo detti, conoscere e utilizzare Scratch è un percorso che non si conclude mai, dove si impara sempre. Lo sanno bene i partecipanti del TeacherDojo alle prese con la costruzione di giochi con Scratch.

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Giocare è una cosa complessa, costruire un gioco assemblando blocchi, definendo regole, mettendo a punto dinamiche utili ad acquisire punteggi a seconda delle azioni compiute. E questo quarto incontro ci è servito ad approfondire e tentare di concludere tutto ciò attraverso spunti tecnici e pratici. Ad accompagnarci sempre il nostro mentor Matteo Micheletti che ci ha aiutato, attraverso esempi e perlustrazioni di progetti, a far funzionare un gioco con Scratch. A tal proposito vi segnaliamo la galleria #giochiamo dove poter trovare progetti proposti come esempi o condivisi dagli stessi insegnanti.

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Ce ne sono ancora di cose da fare ovviamente. L’obiettivo era quello di tracciare un percorso dedicato al gioco, ognuno dei partecipanti potrà approfondire come meglio crede e integrare questi spunti per le proprie attività. Come già sapete, la tradizione vuole che ad ogni incontro del TeacherDojo ci sia la pausa merenda, ovvero il momento “cibo per la mente”. Ognuno porta con sé qualcosa da condividere, si sgranocchiano prelibatezze e si chiacchiera assieme. Solitamente è il momento dove ci si conosce un po’ di più, dove si scambiano pareri sul proprio lavoro, dove possono nascere idee. Questa volta c’erano addirittura le buonissime ciliegie di stagione colte da Simona.

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Tale momento ha anticipato la seconda fase dell’incontro dedicata all’approfondimento del concetto di community orientata all’apprendimento. A curare tutto ciò Rute Vera Maria Favero, mentor del TeacherDojo che ha messo a punto un interessante momento di scambio attorno il concetto di community e del perché è importante in un percorso di apprendimento. Per farlo Rute ha adottato la metafora del chimarrão, un’infusione di erba mate molto importante nel suo paese, il Brasile, infuso che ha fatto conoscere a tutto il team del TeacherDojo ed ai partecipanti. Il chimarrão si beve assieme, crea comunità attraverso il passaggio della cuia (il recipiente dove versare l’infuso) e della bombilla (la cannuccia).

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Tale metafora è stata utile per anticipare la community intesa come uno spazio dove interagire, condividere idee, chiedere aiuto, offrire aiuto. Uno spazio dove imparare assieme. Pensate ai progetti condivisi dai partecipanti del TeacherDojo che più volte vi abbiamo segnalato, dietro quei progetti c’è impegno, curiosità, voglia di capire, testardaggine e soprattutto condivisione. Mettere in condivisione ciò che si è fatto, compresi gli errori, è una pratica fondamentale per imparare. Prendere parte ad una comunità di individui fondata su interessi in comune, in questo caso sulla possibilità di costruire una didattica differente, può offrire un’occasione unica per riflettere sulle differenze che ci contraddistinguono nel momento in cui impariamo. La condivisione dei progetti realizzati con Scratch è utile, come ci ha ricordato Rute, per cogliere un fattore per nulla marginale: ognuno applica una propria logica. Per raggiungere un risultato non esiste un’unica soluzione. Ogni partecipante al TeacherDojo ha messo in gioco le proprie idee per sviluppare i progetti con Scratch. Probabilmente il senso di una community è proprio qui, considerare ognuno di noi portatore sano di metodi differenti per imparare concetti comuni e che ogni procedimento può essere valido.

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Sempre attraverso la conduzione di Rute è stato il turno delle insegnanti e degli insegnanti presenti raccontare la loro esperienza del TeacherDojo. “Come vedi il tuo progresso finora?”, “quali sono le cose che hai compreso?”, “hai qualche suggerimento da offrire alle considerazioni già condivise?”, queste alcune delle domande proposte ai partecipanti. Gli spunti di riflessione condivisi sono moltissimi. Raccontare quello che si è imparato e, ancor di più, cosa non si è compreso, ci ha dato l’opportunità per far emergere alcune prime sensazioni sul percorso del TeacherDojo. Ne parleremo con più calma al termine dell’iniziativa, quando avremo raccolto informazioni, risorse, materiali e feedback. Per adesso l’impressione comune è che si sta imparando ad andare in bicicletta, ovvero si sta scoprendo non tanto a come pedalare, ma a quante possibilità si possono cogliere e quante strade percorrere pedalando.

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